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Dalllo Smart Working all’Apprendimento Digitale: perché la cultura non si ferma

Dalllo Smart Working all’Apprendimento Digitale: perché la cultura non si ferma

 

Sicuramente almeno una volta da quando è iniziato il periodo di isolamento avrete pensato: “Almeno abbiamo ancora Internet!” Già è difficile essere reclusi dentro casa senza poter uscire, si può solo immaginare cosa accadrebbe se non avessimo nemmeno Internet! 


Ma riflettiamo un secondo: cos’altro si può fare in questi giorni oltre a diventare schiavi di Netflix e improvvisarsi esperti Masterchef e personal trainer sui social? 

 

 

Apprendimento digitale: l’inizio di una formazione 4.0? 


Ci sono cose che non si possono fermare. Nemmeno in momenti come questi in cui viene messa a dura prova la stabilità delle più grandi economie mondiali, l’innovazione, la tecnologia e soprattutto lo sviluppo non si fermano. Scuole, istituti e aziende si prestano al Digital Learning e all’utilizzo di strumenti innovativi per fronteggiare questo particolare momento. Apprendimento digitale, interattivo, virtuale, computerizzato non è da confondersi semplicemente con tablet e pc che sostituiscono libri e quaderni sui banchi di scuola, ma bensì come un nuovo modo di istruzione e formazione che approfitta e sfrutta al massimo le risorse tecnologiche che disponiamo.


Ad oggi la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità, quindi perché non sfruttarla al meglio ed integrarla attivamente nell’esperienza di apprendimento? Con gli strumenti forniti dalle piattaforme e-learning, imparare ed insegnare diventa una costante e stimolante sfida che tocca diverse variabili tra cui l’utilizzo di dispositivi, software, materiale didattico interattivo, workshop, conoscenza professionale e molti altri. É primitivo pensare che questo sia un vantaggio solo per studenti o lavoratori dipendenti, l’apprendimento interroga anche insegnanti e manager di grandi imprese che vogliono stare al passo con il cambiamento. Ad esempio, tra gli strumenti più utilizzati nel Digital Learning troviamo: video lezioni (adottato dal 63% delle organizzazioni), seguito dai webinar (60%), i social media (43%), i MOOC  ovvero Massive Open Online Courses (40%), le App (28%), i tutor online (25%), gli strumenti per un’esperienza formativa digitale (19%) e quelli didattici interattivi (18%).

 

Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, in media le aziende investono circa 400 euro per la singola formazione di ciascun dipendente, dove quasi il 22% rientra in formazione obbligatoria. Non è difficile pensare che non tutte le aziende possono sostenere questo carico, molte le PMI locali sono costrette a rivolgersi a corsi formativi “alla vecchia maniera” ossia a corsi di formazione in aula, i quali ugualmente possono rappresentare un ostacolo in quanto onerosi, lunghi e non semplici da organizzare e sostenere. Ecco che in questo caso il digitale può rappresentare un’ancora di salvezza e può dare un valido aiuto in queste circostanze. 

 


Parlare di Digital Learning in Italia 


Come sta affrontando l’isolamento la nostra cara Italia? In una crisi senza precedenti come quella che stiamo vivendo attualmente, non bisogna farsi prendere dallo smarrimento e dallo sconforto.  Numerosi piani di smart working e attività didattiche a distanza sono stati attivati viste le circostanze, dove i primi a sperimentarlo sono stati proprio gli istituti scolastici. 


Tuttavia, non stiamo assistendo solo ora al primo passo verso l’e-learning: nel 2007 il Ministero della Pubblica Istruzione ha lanciato uno specifico piano scolastico (Piano Nazionale Scuola Digitale), per integrare a livello nazionale l’Information Communication Technology (ICT) nelle aule come promotore di un uso innovativo della tecnologia tra banchi di scuola. Come da obiettivo, questo sistema si impegna a fornire nuove pratiche di insegnamento, nuovi modelli di organizzazione scolastica, nonché nuovi prodotti e strumenti a supporto dell’insegnamento di qualità. 


Oltretutto, con una visione da una prospettiva più internazionale fornita dall’OCSE, sono emersi i seguenti suggerimenti:


1)  accelerare la diffusione delle ICT nelle scuole e nelle aule italiane;

2) creare una rete di laboratori di innovazione e inventare nuove pratiche pedagogiche e     organizzative per migliorare l’istruzione italiana.

 

 

Come abbiamo detto, il progresso creativo, innovativo e in qualche modo anche rivoluzionario non si arresta sebbene in questo momento tutto ciò che ci circonda sembra farlo. Presto i cosiddetti “Millennials” rappresenteranno quasi il totale della forza lavoro e le competenze informatiche e tecnologiche saranno sempre più richieste. La conoscenza, ma soprattutto la cultura, non si ferma, perché il Digital Learning di oggi, potrà rappresentare l’apprendimento di domani. 

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